Vi aspettiamo, dalle 10.30, in piazza a Rescalda per l'appuntamento mensile con gli "Aperitivi per Ascoltare Rescaldina"!
Ci siamo, per ascoltare i cittadini, per informarli, per raccogliere le loro opinioni, le loro proposte, la loro voglia di... voltare pagina!
Benvenuto! Ascolta con noi Rescaldina
Un Blog per discutere di Rescaldina, dei fatti, dei progetti e...
...di come ci piacerebbe fosse il nostro paese.
...di come ci piacerebbe fosse il nostro paese.
mercoledì 16 ottobre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
“IO VEDO, IO SENTO, IO PARLO e tu da che parte STAI ?“
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Sabato 19 ottobre 2013 si celebreranno a Milano i funerali della testimone di giustizia Lea Garofalo, uccisa il 24 novembre del 2009, dopo essere stata interrogata e torturata dall' ex compagno Carlo Cosco e da altri uomini legati al codice d’onore della "ndrangheta”.
Lea si era ribellata ad un destino segnato, ad una storia già scritta per lei e per la figlia Denise. La sua denuncia metteva in pericolo la struttura milanese della 'ndrangheta, per questo Lea andava uccisa.
L'associazione Libera, che ha sostenuto Denise nel processo per l'omicidio di sua mamma Lea, che le è stata vicina per non lasciare una ragazza di 20 anni
sola mentre sfidava il padre e gli zii, desidera ora far
ricordare la figura di questa donna coraggiosa che ha testimoniato per
la dignità di tutti noi, contrapponendosi ad ogni omertà.
Un cittadino
Perchè non intitolare una via o uno spazio pubblico di Rescaldina a Lea Garofalo?
Gianluca Angioi, Michele Cattaneo
mercoledì 9 ottobre 2013
Politiche per il lavoro e micro-credito
Il tema del lavoro, come già ribadito in diversi altri Post, ci vede sempre in prima linea sia per avanzare proposte che per tenere gli occhi aperti su una amministrazione che ha fatto dell'immobilità il tratto distintivo della sua azione amministrativa.
Chiediamo allora lumi all'assessore con delega alle politiche per il lavoro su questa questione:
- A fine gennaio 2013 Vivere Rescaldina ha presentato una mozione per sostenere, attraverso lo strumento del microcredito, le persone in cerca di un ricollocamento lavorativo
- Nel consiglio comunale del 1 febbraio la mozione è stata approvata con l'impegno della giunta di attivarsi per sostenere un progetto che vedesse coinvolte anche le realtà del volontariato sociale e i sindacati.
- Tutto tace poi, fino al Consiglio del giugno 2013 quando il comune mette a disposizione del progetto la cifra (a nostro parere scarsa) di 3000 euro senza però prima contattare per la stesura del progetto le associazioni di categoria e di volontariato.
- Da giugno 2013 ad oggi ancora silenzio. Le associazioni non sono ancora state coinvolte, i soldi sembra non siano ancora stanziati, il progetto non è partito.
Poniamo allora due semplici domande che non vorremmo rimanessero senza risposta come è sempre successo per le domande poste su questo Blog:
- Quanto tempo ancora dovrà passare prima dell'attuazione di quanto deciso dal Consiglio Comunale?
- Che spazio occupa il lavoro tra le priorità di chi ci amministra?
Chiediamo allora lumi all'assessore con delega alle politiche per il lavoro su questa questione:
- A fine gennaio 2013 Vivere Rescaldina ha presentato una mozione per sostenere, attraverso lo strumento del microcredito, le persone in cerca di un ricollocamento lavorativo
- Nel consiglio comunale del 1 febbraio la mozione è stata approvata con l'impegno della giunta di attivarsi per sostenere un progetto che vedesse coinvolte anche le realtà del volontariato sociale e i sindacati.
- Tutto tace poi, fino al Consiglio del giugno 2013 quando il comune mette a disposizione del progetto la cifra (a nostro parere scarsa) di 3000 euro senza però prima contattare per la stesura del progetto le associazioni di categoria e di volontariato.
- Da giugno 2013 ad oggi ancora silenzio. Le associazioni non sono ancora state coinvolte, i soldi sembra non siano ancora stanziati, il progetto non è partito.
Poniamo allora due semplici domande che non vorremmo rimanessero senza risposta come è sempre successo per le domande poste su questo Blog:
- Quanto tempo ancora dovrà passare prima dell'attuazione di quanto deciso dal Consiglio Comunale?
- Che spazio occupa il lavoro tra le priorità di chi ci amministra?
domenica 6 ottobre 2013
Grazie per i vostri commenti ma...
...purtroppo la maggior parte sono in forma anonima e quindi, per le regole che ci siamo dati (ed anche per una questione di responsabilità), non ci è possibile pubblicarli.
Ricordiamo, per chi non volesse che il proprio nome appaia a tutti i lettori, che è possibile inviarci i vostri commenti all'indirizzo vivere.rescaldina@gmail.com e chiedere di pubblicarli in forma anonima. Così solo noi sapremo chi è l'autore del commento.
Grazie!
sabato 5 ottobre 2013
Parcheggio della stazione e... dintorni
L'autoparcheggio
della stazione ferroviaria di Rescaldina, già da qualche mese, è
diventato a pagamento per i non residenti e gratuito per i
rescaldinesi che si sono dotati dell'apposito contrassegno richiesto
al Comune. Inutile spiegare i motivi (che io non condivido) che
hanno indotto la nostra amministrazione ad operare questa scelta:
hanno intravisto una facile opportunità di guadagno per la nostra
comunità, a discapito dei lavoratori e studenti pendolari
“stranieri”, di Gorla, Marnate, Gerenzano e di ogni altro paese
limitrofo. Peccato che questa scelta lungimirante della nostra
amministrazione abbia causato una situazione del tutto insostenibile
per tutti coloro (me compreso) che hanno la sventura di abitare nelle
vicinanze della stazione ferroviaria. Chi è senza garage e chi
possiede due auto ed un unico garage, non sa più come parcheggiare
davanti a casa. In compenso, l'autoparcheggio della stazione è poco
utilizzato e, guarda caso, quasi esclusivamente da veicoli con il
contrassegno comunale. Considerato, quindi, che la stragrande
maggioranza di chi parcheggia nel piazzale della stazione è di
Rescaldina, e il comune non guadagna alcunché, è auspicabile che,
al più presto, tutto ritorni com'era. Io, ed altri, abbiamo già
avvertito il comune che esiste questo problema ma, a quanto vedo, non
è stata ancora trovata (o cercata) alcuna soluzione alternativa.
Forse, visto come vanno le cose, se in via Moro avessimo commerciato
in materiali preziosi, o destinato una taglia alla cattura di qualche
delinquente, ci avrebbero degnati di una maggior considerazione.
Gastone
Campanati
venerdì 4 ottobre 2013
Essere comunità
Di lavoro e di politiche per il lavoro si è parlato molto in questo Blog; ma l'analisi su questi temi non può fermarsi alle dinamiche del "mondo del lavoro" altrimenti si rischia di rimanere fermi, di essere inefficaci, di perdersi in passettini confusi che non portano da nessuna parte.
Le amministrazioni possono fare molto, ma lo devono fare su diversi livelli e con diverse modalità. Una amministrazione comunale non può scegliere l'immobilità, è giunto il tempo di provare a ricostruire, di darsi da fare, di non stare alla finestra a guardare giovani e padri o madri di famiglia restare senza occupazione e piano piano cedere alla disperazione.
Nel convegno di giovedì scorso, si è parlato di commercio, di pari opportunità, di politiche per sostenere l'occupazione e di accompagnamento per chi, l'occupazione, l'ha persa.
Mi sembra che il nocciolo sia ancora una volta ricostruire e fare crescere il senso di comunità e la voglia di partecipazione.
Un paio di esempi possono essere chiarificatori: cominciamo con il commercio di vicinato.
Perché vado nel negozio di alimentari sotto casa e lì mi trovo bene? Perché le persone mi conoscono, mi salutano, conoscono i miei gusti, mi chiedono e si interessano alla mia famiglia. Tutto questo non c'è nella grande distribuzione e ci sarà sempre meno. Proprio questo rapporto stretto, esclusivo, permette al piccolo commercio di sopravvivere e alla lunga può addirittura, nel piccolo, renderlo vincente.
Un progetto come "a scuola ci vado da solo", di cui abbiamo sentito parlare nella prima delle nostre serate a tema, può essere uno dei motivi che può rimettere in moto il circolo virtuoso che da sempre è stato alla base dei legami sociali nei nostri paesi: i bambini si muovono in autonomia, sanno che per fare pipì, per chiedere un fazzoletto, per fare una telefonata a casa possono chiedere ai negozi lungo la via; i negozianti ed i cittadini vengono così responsabilizzati ad una maggiore attenzione, ad un maggiore controllo perché, sulle strade, ci sono i nostri e i loro bambini.
"Come sta la mamma?", "Hai bisogno una mano?", "Come va a scuola?", "mi dà una matita ed un quaderno?", "devo comprare la merenda"... il paese riprende vita, ecco così che i legami tra le persone ricominciano a stringersi mettendo in moto tutti quei meccanismi che trasformano un paese in una comunità. Ecco allora che il bambino preferisce comprare il quaderno da quel negoziante che gli ha dato un aiuto, il genitore ne è contento ed il negoziante stringe nuovi legami. La concorrenza non si fa più sull'offerta strepitosa ma sul rapporto personale ed in questo campo, riconosciamolo, i commercianti di vicinato sono i migliori!
Un altro esempio: l'aiuto a chi ha perso l'occupazione.
Una amministrazione attenta e propositiva sa coinvolgere commercianti, artigiani, industriali nella vita sociale, politica e decisionale cittadina. Una amministrazione attiva costruisce e mantiene la rete tra e con le aziende. Una amministrazione deve sapere costruire nuove occasioni di lavoro anche per chi l'occupazione l'ha persa. Quante persone hanno competenze spendibili sul mondo del lavoro senza neanche sapere di averle? Perché non mettere in campo questi "saperi" per le aziende e soprattutto per le persone che ne hanno bisogno? Anche in questo caso si creerebbe un circolo virtuoso per cui, chi ha bisogno per esempio una piccola riparazione, trova chi gliela può fare e quest'ultimo può sperimentarsi ed aumentare le proprie competenze.
Insomma, quella che sogniamo è una Rescaldina che sia davvero una comunità dove i legami sociali siano tali da non lasciare nessuno da solo e tali anche da prevenire il crearsi di situazioni estreme di disagio.
Una scommessa che conviene fare, una scommessa sul nostro futuro, una scommessa che non possiamo perdere!
Michele Cattaneo
mercoledì 2 ottobre 2013
Politiche per il lavoro, attività produttive, commercio
Argomento
difficile e molto preoccupante quello presentato giovedì 26, presso “Villa Rusconi” dai quattro relatori
invitati a discuterne. Era giusto parlarne: le aziende che cessano
l'attività, l'aumento della disoccupazione e i forti disagi umani
provocati da una crisi senza fine, non possono essere ignorati da una
comunità responsabile. Ne siamo tutti consapevoli e, quando si
presenta l'occasione, speriamo che qualcuno possa proporre una
soluzione utile per uscire dalla spirale senza fondo nella quale
alcuni furbi spregiudicati, insaziabili di ricchezze e sprezzanti
d'ogni etica professionale, hanno cacciato gran parte del mondo.
Questi i
relatori della serata:
- dott. Anzini Mauro (sociologo
- dott. Pradella Grazia (assistente sociale a sostegno dei disoccupati)
- sign. Galli Marco (sindacalista)
- dott. Brivio Roberta (psicologa dell'emergenza)
Il
sociologo, dott. Anzini, ha ricordato il percorso storico del mondo
industriale e commerciale che ci ha condotti fino alla grande
distribuzione organizzata che, a fronte di un notevole abbassamento
dei prezzi al consumo, ha causato una costante incontenibile
emorragia di posti di lavoro. Basti pensare all'alto livello di
tecnologia raggiunto dalle industrie e alle casse automatiche dei
supermercati o delle autostrade.
Il signor
Galli, sindacalista, è sembrato il più preoccupato degli ospiti. Si
è lamentato dell'assenza di investimenti da parte degli
imprenditori; ha affermato che la crisi industriale è stata
scaricata integralmente sulle spalle dei lavoratori; si sono
verificate varie forme di sfruttamento del lavoro senza investire
nella ricerca, e quindi, nella qualità del prodotto. Mai, in tutta
la sua vita, il sindacalista, ha visto così tante aziende cessare
la propria attività.
La
dottoressa Pradella ha raccontato la propria esperienza di sostegno
ai disoccupati spiegandoci come sia possibile, e indispensabile,
fornire ogni sorta di aiuto morale e materiale a chi perde il lavoro.
Ha ricordato a quali tristi conseguenze possa portare una tale
eventualità. Le amministrazioni comunali potrebbero coordinare e
collaborare con varie società di volontariato che si preoccupano di
assistere, istruire e indirizzare a nuove professioni chi resta
disoccupato.
La psicologa
dell'emergenza, dottoressa Brivio, ha occupato la maggior parte del
tempo a lei dedicato per sensibilizzare i presenti sull'argomento
“pari opportunità”. Sono stati istituiti ministeri e assessorati
in tutta Italia, per fronteggiare questo problema ma, a quanto
sembra, la strada da percorrere per raggiungere la parità tra i due
sessi è ancora molto lunga e piena di ostacoli; soprattutto nei
posti di lavoro.
Questa
serata, interessante come le quattro precedenti, ha però lasciato
tra i presenti un senso di timore e di tristezza per quanto abbiamo
ascoltato e per quanto può ancora accadere in futuro. Si è sentita
la mancanza di qualche giovane ottimista propenso a credere che il
malessere dell'Italia è solo passeggero e che, fra qualche anno,
tutto si risolverà nel migliore dei modi.
Gastone
Campanati
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