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martedì 28 maggio 2013

Ikea e consumo di suolo: nasce un comitato


Lunedì 20 Maggio 2013, presso la sede del gruppo Vivere Rescaldina, si sono riunite forze politiche, associazioni ambientaliste, culturali e di categoria per discutere del possibile insediamento di Ikea e di altre strutture commerciali sul territorio dei Comuni di Cerro Maggiore e Rescaldina.
Il risultato dell'incontro è stata la decisione di costituire un comitato che affronti la questione in modo coordinato.
Tutti gli interventi hanno sottolineato la mancanza di un piano d'attuazione dettagliato e la scarsa conoscenza di dati reali accompagnata dalla forte perplessità su diversi aspetti: la totale assenza del coinvolgimento di cittadini e organizzazioni territoriali; la questione ambientale con le inevitabili ricadute sul traffico, la viabilità e l'aumento dell'inquinamento in una zona già ampiamente congestionata; l'incertezza sul possibile miglioramento occupazionale (saturazione del settore commerciale, tipologia di contratti, qualità del lavoro).
Il Comitato si proporrà quindi di continuare la discussione e la collaborazione, coinvolgendo nella discussione sia figure competenti del settore sia la cittadinanza, per individuare e concordare azioni esplorative e conoscitive sia al fine di valutare se e come le specifiche del progetto intendono risolvere le criticità emerse, sia in merito all’efficacia della presunta moratoria regionale sulla costruzione di nuovi centri commerciali.
Tema fondamentale della discussione è stato quello occupazionale su cui soprattutto i Sindacati hanno chiesto particolare attenzione in un momento di vera e propria emergenza.

Il prossimo appuntamento sarà Lunedì 3 giugno alle ore 21.00 presso le sede del gruppo consiliare Vivere Rescaldina (via Matteotti 56, cortile interno).

mercoledì 20 febbraio 2013

Devastazione famelica

(IMMAGINE GRAFICO DELL’ISPRA, ripreso da “il Gazzettino.it” del 6/2/2013)


Dal rapporto dei ricercatori di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), che ricostruiscono l’andamento del consumo di suolo in Italia, emerge che per ogni secondo negli ultimi cinque anni è di OTTO metri quadri, questo è il ritmo forsennato che sta consumando l’Italia.
Cifre impressionanti che trascinano l’Italia fuori  dal contesto Europeo,dove il consumo medio del suolo è del 2,8% a fronte di un devastante 6,9% del nostro martoriato Paese.
Tra i divoratori di suolo Lombardia, Veneto e Lazio e Campania; è come se ogni anno si costruissero  città nuove come Milano e Firenze, e questo in un Paese a incremento demografico zero.
Questa dissennata cementificazione  avviene a danno di preziosi suoli agricoli (pianura veneto padana –laziale campana) un tempo fecondi, colpendo il cuore dell’agricoltura di qualità, coprendo i suoli  di cemento con perdita delle funzioni ecologiche di sistema alterando i già precari equilibri naturali.
Per chi costruiamo e perché? In Italia trova credito l'idea secondo cui l’Edilizia e le grandi opere sarebbero i principali motori dell’economia. Sfugge a politici e imprenditori che la presente crisi economica nasce proprio dalla “BOLLA IMMOBILIARE” americana. Basta vedere anche il mercato immobiliare italiano: appartamenti da vendere  e in costruzione in numero spropositato, capannoni industriali sfitti e vuoti, l’eccesso di offerta è al massimo con una domanda verso lo zero.
La crisi che attanaglia il mercato immobiliare è dovuta alla mancanza di una visione di  investimenti realmente produttivi e capacità di formazione e di progettazione. Si utilizza invece il nostro suolo come se fosse una risorsa passiva , una cava da sfruttare spolpandola fino all’osso.
Si sente ripetere che interrompere il mercato attuale è impossibile perché vanno protette manodopera e imprese. NON E’ VERO. Di lavoro per imprese e manodopera  ve ne sarebbe di più e non di meno se solo si decidesse di dare priorità assoluta alla messa in sicurezza  del territorio (Rapporto Associazione nazionale costruttori edili  e Centro ricerche economiche e mercato edilizio).
Perché un centro commerciale non può essere costruito in centro dove ci sono edifici abbandonati, aziende abbandonate da ristrutturare, forse è più semplice trasformare un’area agricola?
La vera diatriba non è tra conservatori (non cemento) e modernizzatori (cemento) è fra chi vuole sviluppo in armonia , e chi vede nel suolo italiano solo una risorsa da saccheggiare a proprio vantaggio.

domenica 7 ottobre 2012

Là dove c'era l'erba...


A seguito della segnalazione di una cittadina in merito alla mancanza di parcheggi nei pressi della stazione, dove tra l'altro c'è un cantiere aperto che occupa alcuni posti, il Sindaco risponde nella sua pagina Facebook dichiarando che la situazione è al collasso, che si rischia la guerra civile tra cittadini e residenti e che il Comune sta studiando possibili alternative come un parcheggio multipiano oppure... l'eliminazione del parco vicino alla stazione.

venerdì 5 ottobre 2012

Ikea sempre più vicina...

Non se ne parlava da tempo ma oggi, un articolo del Sole 24 ore ha riportato l'attenzione sull'insediamento commerciale fortemente voluto dalla giunta Magistrali e dall'amministrazione cerrese. 

Sull'articolo pubblicato oggi dal quotidiano economico